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> Traccia Crimininale, Prima Parte - La scena
L. R. Carrino
Inviato il: 13 Oct 2007, 08:00 PM
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- omicidio o atto suicidario -
Sanami la dolce contraddizione testimoniale
sulla scena c’è il reato del corpo non repertato
- Fra poco, senza questa parrucca mi riconoscerai

qualcosa è stato spostato e qualcosa è rimasto
c’è uno scambio equo sulla scena del delitto
tra chi uccide tra chi muore tra le cose intorno

depezzato sul parquet, la mano destra segata
dal polso, sono complice o autore prodromico
- Presto!, fuggiamo dal passaggio sotterraneo.

- Con me non si possono avere attimi distratti
sul radio del braccio moncato (la mano, più in là)
una lesione prodotta con un proiettile trattenuto



– regola delle 5W+1H -
Una penna blu (nella mano) al posto del mouse.
Simulami o alterami la sequenzialità del gesto
arrotondando col gessetto la forma deformata

soggetto e sospettato vittimogeno. Investigami,
innamorami della tesi per un’ipotesi suggestiva
mi risolvo attingendomi vittima con 5 coltellate

e non è vero, perché pare la vittima si sia sparata.
- Non pensarci più… il pericolo in fondo è passato
- Non mentire. Anche tu in fondo sei preoccupato

Processandomi dolce contraffazione testimoniata
la scena è il mio reato atteso sul corpo ciclotimico
che accade e manca all’accaduto, perché - Mi sentivo

urlare. Ma il rumore del vento copriva le mie parole.
- Come ha fatto a entrare qui, quel maledetto pazzo?
- Si è introdotto dalla finestra e mi ha subito aggredito.

Steso e scomposto, il corpo privo della mano destra
di un uomo nella stanza e ha una parrucca bionda
ha nella mano (più in là) una penna. Ha gli occhi scuri

e ha pianto.



- teoria criminale: interrogativi in numero di 6 -
assiemi in analisi investigativa mò che assera
interrogandomi criminale nella viva teoria che fu finale
- Cosa è stato dell’innocenza? E delle mele di plastica nel centrotavola?

qui siamo con il corpo in due in mano a casa
rimanendomi nella ics e nella ipsilon e nella zeta centro
- Le cose brutte fanno il giro del mondo e poi ripartono.

ebbe la mente come acqua o come luna o fuorviò
obiettivo e scopo lecito vincendo offese con arma bianca
- Davvero sei stato tu a ucciderti? Vecchio mio, non riesco a crederti!

successe che smettesti di ridere o parlare o dare
tentando di depistare il Luminol sulle tracce e assassinarti
- I segnali si sono fatti più forti, da allora. Le macchie non vanno via.

circostanza dell’impulso prende distanze me da me
come se per essere donna bastasse una parrucca bionda
- Anche noi, ci fermammo una sola notte. Le macchine suonavano.

presumibilmente si è tagliato la destra con la sinistra
ha messo la penna blu nella mano segata, poi si è sparato al braccio.
- Abbiamo già fatto le prove balistiche, indovina un po’?

- Legittima difesa?



- ragioni contundenti e la facce -
Osservarmi da sotto/sopra il lenzuolo infetto
proteso verso i cattivi auspici e custodendo
il sospetto che la giusta LINEA di condotta
non sia quella vecchia, ho brivido esiziale
peccato di disgusto, ma mi fate davvero schifo.

Semmai una traccia materica informi
che teorizzare prima è fuorviante
c’è la forma in BIANCO per quel che resta
del teatro in segni o-micidiale.
- Sento dei passi molto vicini.
- Qualcuno sta venendo da questa parte.

Voi mi avete ucciso, voi sapete
cosa mi avete fatto, solo voi sulla scena.
Camminare a piè pari sui cuscini d’aria
come locomotive HiTech svaporanti
non dà diritto al rumore di rotaie
che adesso mi sferragliano nella testa (bang?).

A vedervi da sotto
la bionda parrucca hollywoodiana
tutta ricci biondo RAME
rido sulla scena perché ho ancora un’altra mano
e ancora una tempia sana.
- Finiscila! Non riesco a sentire chi sta arrivando.
- Da dove viene l’ingranaggio.

Le ragioni sulla scena non hanno ragione.
Piove sulla scena. E non fumare.
Le intemperie si sbattono sul parquet,
c’è un rubinetto semiaperto in cucina.
E le LUCI? Sono accese o Spente?
E in quali stanze? E le PORTE? Sono aperte?

Sulle tracce dell’assassino mi pento e mi dolgo con tutto il cuore e mi scagiono.
Sulla scena dell’omicidio ci sono io, suicida, e qualcuno posa i sigilli e chiude.
- Hai sentito anche tu? Nel bagno, veniva da lì. Qualcuno ha azionato lo scarico.



– caro assassino (resta il 73,275% di coltellate da definire) -
What? Cosa.
Sei rimasto di 38 coltelli affilati e belli tutti nei capelli (Cosa?)
Un trentotto fili artificiali del tuo parrucchino (E di chi sei?)
Come qualcuno che conosco alquanto losco (Sei tu di tuo. Lo so.)

Where? Dove.
La stanza è formata da quello che c’è. Tocca a te lo specchio.
Tutto è il tutto correlato, oggettivamente ti parla. E non è Carver:
Molto di più: è la traccia biologica: È ciò che non trovi e che innamora.

When? Quando.
Fosti i 38 piselli nella scatola sul lavandino? (Chiudi il rubinetto, sciocco.)
Trentotto caffè per fare i soli + scuri x tre nell’auto da fé? (Embè?)
E il cane marrone con macchia arancione? (Scappavi, ma era già tardi.)

Why? Perché.
Dal particolare al generale. Tutto deve quadrare. Compreso il rigor mortis.
Non si comprende cosa accadde? Sulla scena la domanda: C’è qualcuno?
C’è qualcuno qui? Il fantasma agisce in mezzo ai curiosi. E poi lo spione.

Who? Chi.
Caro assassino, molti testimoni forniranno elementi utili. Precisi.
Qualcuno ha sentito una macchina allontanarsi. Dei passi svelti, di là.
La valenza testimoniale – captativa, nello scenario criminoso che hai agito.

How? Come.
Povero, caro, assassino. Ti spiegheranno, sai?
Ti ricorderanno? Saranno? Sono. Non si fermeranno alle apparenze.
Sei interrogativi, fondamentali, per il crimine.
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