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| L. R. Carrino |
Inviato il: 13 Oct 2007, 08:00 PM
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Partecipante cauto Gruppo: k-users Messaggi: 5 Utente Nr.: 159 Iscritto il: 28-November 06 Off-Line |
- omicidio o atto suicidario -
Sanami la dolce contraddizione testimoniale sulla scena c’è il reato del corpo non repertato - Fra poco, senza questa parrucca mi riconoscerai qualcosa è stato spostato e qualcosa è rimasto c’è uno scambio equo sulla scena del delitto tra chi uccide tra chi muore tra le cose intorno depezzato sul parquet, la mano destra segata dal polso, sono complice o autore prodromico - Presto!, fuggiamo dal passaggio sotterraneo. - Con me non si possono avere attimi distratti sul radio del braccio moncato (la mano, più in là) una lesione prodotta con un proiettile trattenuto – regola delle 5W+1H - Una penna blu (nella mano) al posto del mouse. Simulami o alterami la sequenzialità del gesto arrotondando col gessetto la forma deformata soggetto e sospettato vittimogeno. Investigami, innamorami della tesi per un’ipotesi suggestiva mi risolvo attingendomi vittima con 5 coltellate e non è vero, perché pare la vittima si sia sparata. - Non pensarci più… il pericolo in fondo è passato - Non mentire. Anche tu in fondo sei preoccupato Processandomi dolce contraffazione testimoniata la scena è il mio reato atteso sul corpo ciclotimico che accade e manca all’accaduto, perché - Mi sentivo urlare. Ma il rumore del vento copriva le mie parole. - Come ha fatto a entrare qui, quel maledetto pazzo? - Si è introdotto dalla finestra e mi ha subito aggredito. Steso e scomposto, il corpo privo della mano destra di un uomo nella stanza e ha una parrucca bionda ha nella mano (più in là) una penna. Ha gli occhi scuri e ha pianto. - teoria criminale: interrogativi in numero di 6 - assiemi in analisi investigativa mò che assera interrogandomi criminale nella viva teoria che fu finale - Cosa è stato dell’innocenza? E delle mele di plastica nel centrotavola? qui siamo con il corpo in due in mano a casa rimanendomi nella ics e nella ipsilon e nella zeta centro - Le cose brutte fanno il giro del mondo e poi ripartono. ebbe la mente come acqua o come luna o fuorviò obiettivo e scopo lecito vincendo offese con arma bianca - Davvero sei stato tu a ucciderti? Vecchio mio, non riesco a crederti! successe che smettesti di ridere o parlare o dare tentando di depistare il Luminol sulle tracce e assassinarti - I segnali si sono fatti più forti, da allora. Le macchie non vanno via. circostanza dell’impulso prende distanze me da me come se per essere donna bastasse una parrucca bionda - Anche noi, ci fermammo una sola notte. Le macchine suonavano. presumibilmente si è tagliato la destra con la sinistra ha messo la penna blu nella mano segata, poi si è sparato al braccio. - Abbiamo già fatto le prove balistiche, indovina un po’? - Legittima difesa? - ragioni contundenti e la facce - Osservarmi da sotto/sopra il lenzuolo infetto proteso verso i cattivi auspici e custodendo il sospetto che la giusta LINEA di condotta non sia quella vecchia, ho brivido esiziale peccato di disgusto, ma mi fate davvero schifo. Semmai una traccia materica informi che teorizzare prima è fuorviante c’è la forma in BIANCO per quel che resta del teatro in segni o-micidiale. - Sento dei passi molto vicini. - Qualcuno sta venendo da questa parte. Voi mi avete ucciso, voi sapete cosa mi avete fatto, solo voi sulla scena. Camminare a piè pari sui cuscini d’aria come locomotive HiTech svaporanti non dà diritto al rumore di rotaie che adesso mi sferragliano nella testa (bang?). A vedervi da sotto la bionda parrucca hollywoodiana tutta ricci biondo RAME rido sulla scena perché ho ancora un’altra mano e ancora una tempia sana. - Finiscila! Non riesco a sentire chi sta arrivando. - Da dove viene l’ingranaggio. Le ragioni sulla scena non hanno ragione. Piove sulla scena. E non fumare. Le intemperie si sbattono sul parquet, c’è un rubinetto semiaperto in cucina. E le LUCI? Sono accese o Spente? E in quali stanze? E le PORTE? Sono aperte? Sulle tracce dell’assassino mi pento e mi dolgo con tutto il cuore e mi scagiono. Sulla scena dell’omicidio ci sono io, suicida, e qualcuno posa i sigilli e chiude. - Hai sentito anche tu? Nel bagno, veniva da lì. Qualcuno ha azionato lo scarico. – caro assassino (resta il 73,275% di coltellate da definire) - What? Cosa. Sei rimasto di 38 coltelli affilati e belli tutti nei capelli (Cosa?) Un trentotto fili artificiali del tuo parrucchino (E di chi sei?) Come qualcuno che conosco alquanto losco (Sei tu di tuo. Lo so.) Where? Dove. La stanza è formata da quello che c’è. Tocca a te lo specchio. Tutto è il tutto correlato, oggettivamente ti parla. E non è Carver: Molto di più: è la traccia biologica: È ciò che non trovi e che innamora. When? Quando. Fosti i 38 piselli nella scatola sul lavandino? (Chiudi il rubinetto, sciocco.) Trentotto caffè per fare i soli + scuri x tre nell’auto da fé? (Embè?) E il cane marrone con macchia arancione? (Scappavi, ma era già tardi.) Why? Perché. Dal particolare al generale. Tutto deve quadrare. Compreso il rigor mortis. Non si comprende cosa accadde? Sulla scena la domanda: C’è qualcuno? C’è qualcuno qui? Il fantasma agisce in mezzo ai curiosi. E poi lo spione. Who? Chi. Caro assassino, molti testimoni forniranno elementi utili. Precisi. Qualcuno ha sentito una macchina allontanarsi. Dei passi svelti, di là. La valenza testimoniale – captativa, nello scenario criminoso che hai agito. How? Come. Povero, caro, assassino. Ti spiegheranno, sai? Ti ricorderanno? Saranno? Sono. Non si fermeranno alle apparenze. Sei interrogativi, fondamentali, per il crimine. |
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