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| Andrea Rossetti |
Inviato il: 28 Jan 2008, 09:25 PM
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Karpòssiano effettivo Gruppo: k-staff Messaggi: 676 Utente Nr.: 56 Iscritto il: -- Off-Line |
PsychoSALOME'
Sceneggiatura video-teatrale liberamente ispirata alla “Salomè” e al “De profundis” di Oscar Wilde MASCHERA Com’è bella stasera la principessa Salomè! MASCHERA Guarda la terra. Ha un aspetto strano. Sembra una partoriente. Pare in cerca di figli. MASCHERA Sembra una piccola contadina entrata senza velo in un tempio. I suoi piedi sono radici che hanno smesso di danzare. MASCHERA Sembra una giovane contadina. Non si muove. MASCHERA Chi bisbiglia? MASCHERA Sono i delusi. Discutono di religione. MASCHERA Perché i delusi discutono di religione? MASCHERA Non lo so. Lo fanno di rado... Discutono della morte degli angeli. MASCHERA Buono a sapersi... MASCHERA Com’è brutta stasera la principessa Salomè! MASCHERA Ma non guardarla porta disgrazia... MASCHERA E’ bellissima stasera. MASCHERA Il tetrarca pare allegro. MASCHERA No, ha un aspetto accigliato. MASCHERA Guarda qualcosa. MASCHERA Guarda qualcuno. MASCHERA Sì, con gli occhi chiusi. MASCHERA Com’è colorita la principessa Salomè. Non l’ho mai vista così colorita. Pare il riflesso di una rosa rossa in uno scudo di bronzo. MASCHERA Anche guardarla porta male... MASCHERA La regina Erodiade ha versato il vino al tetrarca. MASCHERA Il tetrarca odia il vino perché somiglia al sangue. MASCHERA Neppure gli dèi della mia terra amavano il sangue. MASCHERA Nel mio paese non ci sono più dèi, li hanno cacciati. Non rispondono più alle preghiere: io penso che ormai siano morti. MASCHERA I dottori adorano un dio che si può vedere. MASCHERA Non lo capisco. MASCHERA I dottori credono solo in ciò che possono vedere. MASCHERA Non lo capisco. IOKANAAN Colui che verrà dopo di me sarà un poeta. Fantasticando, egli prenderà come regno il mondo muto del dolore e ne sarà la voce. Sceglierà come fratelli i servi senza parola, il silenzio dei quali è udito solo da Dio. Egli diventerà l'occhio dei ciechi, l'orecchio dei sordi e un grido sulle bocche degli uomini dalla lingua essiccata. MASCHERA Chi è? MASCHERA Un profeta. MASCHERA Come si chiama? MASCHERA Iokanaan. MASCHERA Da dove viene? MASCHERA Dal deserto. MASCHERA Di che parla? MASCHERA Nessuno lo capisce. MASCHERA Si può vederlo? MASCHERA No, la regina Erodiade non lo permette. MASCHERA La principessa ha mostrato il suo viso da dietro il ventaglio! Le sue piccole mani bianche si agitano come tortore ferite. E sembrano petali rosa. MASCHERA Non guardarla porta sventura. MASCHERA È come una farfalla smarrita... Sembra un fiore in inverno. MASCHERA Le stelle predicono sfortuna a chi la guarda. SALOMÈ Com’è bella la luna! Pare una monetina. O un fiorellino d'argento. E’ inutile come una vergine e bella come una sgualdrina... IOKANAAN Egli per primo predicherà agli uomini di vivere come i fiori e additerà loro i bambini come modello. La sua giustizia sarà tutta poetica: il malfattore infelice andrà in paradiso, i vignaioli di un’ora, un’ora serale addolcita dal vento, saranno pagati come quelli di un giorno assolato. SALOMÈ Chi è? MASCHERA E’ il profeta. SALOMÈ Come si chiama? MASCHERA Iokanaan. SALOMÈ Da dove viene? MASCHERA Dal deserto. SALOMÈ Di che parla? MASCHERA Nessuno lo capisce. SALOMÈ Posso vederlo? MASCHERA No, la regina non lo permette. SALOMÈ Perché è in carcere? MASCHERA Perché nessuno lo capisce. STATUA Torna al banchetto, Salomè, ti prego torna al banchetto. STATUA Se non torni ci verrà il malocchio. SALOMÈ Com’è il profeta? MASCHERA Nessuno l’ha mai visto. IOKANAAN Per lui non ci saranno leggi ma solo eccezioni, perché unico è ogni uomo e originale ogni cosa. Come tutti i poeti, egli amerà gli ignoranti. Perché nell'anima di un ignorante c'è molto spazio per la grandezza. Guai invece agli stupidi, specie a quelli ricolmi di educazione. SALOMÈ Che bella voce! Non dovrebbe sciuparla parlando. MASCHERA E’ impossibile, principessa. Il tetrarca vuole che parli. SALOMÈ Io non voglio che parli. MASCHERA Il tetrarca vuole che parli. SALOMÈ Com’è buia e profonda la prigione del profeta! E’ pauroso stare in un buco così nero! Sembra una tomba... Non mi avete sentita? Fatelo tacere! Io non voglio che sciupi la sua bella voce. MASCHERA Non possiamo. Il tetrarca vuole che parli. MASCHERA Se lo facessimo succederebbe di certo una disgrazia. SALOMÈ Fallo per me, almeno tu. Voglio solo che taccia, questo profeta dalla bella voce. Lo farai per me, non è vero? Sono sempre stata gentile con te. Voglio solo che taccia. E domani, quando passeggerò sotto il portico degli inguaribili, lascerò cadere per te dalle mie mani un piccolo fiore. MASCHERA Principessa, io proprio non posso. SALOMÈ Domani, quando passeggerò nel salone dei disperati, io ti guarderò sorridendo attraverso il velo del mio solito pianto mattutino. MASCHERA Quanto vorrei obbedirvi, principessa Salomè... IOKANAAN Egli tratterà il peccato e il dolore in un modo che il mondo non comprenderà, come cose perfette e belle e sante. La maggior parte degli uomini non capirà. Perché bisogna andare in prigione per poter intendere. E se così è, vale davvero la pena di vivere in una galera. SALOMÈ Di chi parla? MASCHERA Nessuno lo capisce, principessa. IOKANAAN Coloro che lui salverà dai peccati, saranno salvi solo a causa di qualche bel momento vissuto. Tutto ciò che insegnerà è che ogni istante della vita dev’essere bello, che l'anima dev’essere pronta per l'arrivo dello sposo, in attesa della voce dell'amante. SALOMÈ Di chi parla? MASCHERA Nessuno lo sa, principessa. IOKANAAN Coloro che vogliono una maschera sono poi condannati a tenerla per sempre. Quelli che desiderano essere soltanto loro stessi sanno almeno – e non è poco – che il mistero è tutto dentro di loro. Così, mentre la decisione d'essere uomini migliori è frutto di una volontà superba e ipocrita, divenire più intimamente uomo è privilegio di chi ha sofferto. SALOMÈ Che bella voce! Non deve sciuparla così, parlando di maschere condannate e di ipocriti superbi... MASCHERA Non cercate di capire, principessa: nessuno c’è mai riuscito. SALOMÈ La sua voce somiglia a un gioiello d’avorio tormentato dalle fiamme. Arriva a noi come tempesta trascorsa. E’ bella come una vergine e inutile come una sgualdrina. MASCHERA Non volevate che tacesse? SALOMÈ Certo, non deve sciupare parlando una voce così bella. Il destino della bellezza è il silenzio. MASCHERA Dunque volete che taccia... IOKANAAN È davvero tragico che pochi riescano a possedere la loro anima prima di morire. La maggior parte degli uomini sono degli altri uomini, pensano opinioni d’altri, le loro vite sono parodia, le loro passioni imitazione. Il male assoluto è la superficialità. Tutto ciò di cui ci si rende conto è bene. SALOMÈ Che bella voce! Sembra la fine di un temporale che imbeve la terra. Ma non deve parlare, così la rovinerà... IOKANAAN Ogni creatura umana dovrebbe essere il compimento di una profezia, perché tutti dovremmo essere l’esecuzione irripetibile di un ideale. SALOMÈ La sua voce pare un tumulto sul punto di essere sedato. Se tacesse sarebbe perfetto: nei discorsi un profeta predice il futuro, nel silenzio un poeta profetizza i ricordi. IOKANAAN Gli uomini vivono per l'amore e per l'ammirazione, ma invece è per mezzo dell'ammirazione e dell'amore che dovrebbero vivere. Se alcuno mostra di amarci, noi dovremmo ammettere di esserne del tutto immeritevoli. Nessuno è degno d'essere amato. L’amore di Dio per gli uomini ci prova che, nell'ordine divino delle idee, è stabilito che un amore eterno sarà donato a chi ne é eternamente indegno. SALOMÈ Se tacesse sarebbe perfetto come le ali strappate di una farfalla o la vela appassita di una nave durante la bonaccia. MASCHERA Non ordinatemi nulla, principessa, anche se so solamente obbedire. MASCHERA Possiamo volere solo ciò che sappiamo. SALOMÈ Posso parlargli? MASCHERA No, l’ordine del Cielo è che nessuno gli parli. MASCHERA Che a nessuno lui possa parlare. MASCHERA Solo lui può parlare - da solo - altrimenti accadrebbe qualcosa di male. MASCHERA Gli astri non sono benevoli con la fantasia. SALOMÈ Io gli voglio parlare. MASCHERA Per carità, principessa, l’oroscopo dice... MASCHERA Anche se non gli parlasse, i tarocchi ci condannerebbero... SALOMÈ Iokanaan! IOKANAAN Un lunghissimo istante è il soffrire. Per me il tempo non scorre e pare invece descrivere un cerchio intorno a un centro di sofferenza. SALOMÈ Ma è terribile, è terribile. IOKANAAN Tutto nella mia tragedia è stato terribile, osceno, privo di stile: lo stesso abito da prigioniero mi rende ridicolo. Sono un giullare del dolore, un pagliaccio dal cuore spezzato. SALOMÈ Iokanaan! Io sono innamorata della tua voce e sono in pena per lei. La tua voce è come una battaglia ormai perduta, come l’eco dello schianto di un albero abbattuto. La tua voce è il passo di un gigante su un mantello di foglie secche. Iokanaan, lascia che io doni al silenzio la tua voce... IOKANAAN Per un prigioniero il pianto è pane quotidiano. Ma in fondo, un giorno in carcere senza pianto direbbe di un cuore raffermo, negato per sempre anche alla felicità. SALOMÈ Ma tu non mi ascolti, Iokanaan, tu parli ma non mi rispondi. Io odio la tua voce quando non dice che le tue parole. IOKANAAN Per me non c'è che una stagione: quella del dolore. Sembra mi abbiano defraudato anche del sole e della luna. Fuori il cielo può essere azzurro e lucente, ma al di qua dalle sbarre di ferro della piccola finestra sotto la quale mi accuccio come un cane non filtra che una lurida luce lupa. In cella il crepuscolo è perenne e penetra piano nel cuore. SALOMÈ Non sopporto i tuoi discorsi, Iokanaan, ma la tua voce, oh quella sì, se solo fosse libera come il vortice che scuote il vento da dentro, prima del suo frastuono! Lascia che io renda silenziosa la tua voce, Iokanaan, io posso, senza spegnerla... IOKANAAN Tutto può essere cinico e volgare ma non il dolore, che è il più sensibile dei sentimenti. Nulla accade nel cuore dell’uomo cui il dolore non faccia eco con palpiti smisuratamente tragici e vivi. Ovunque c'è dolore, ecco davvero quella terra è santa. SALOMÈ Tu non mi presti attenzione, profeta. Parli di terre sante, di dolore, cose che non capisco. Lascia che io faccia tacere la tua voce, Iokanaan, lascia che io faccia ammutolire la tua bocca. MASCHERA Principessa, nessuno può vederlo per ordine della regina, nessuno può parlargli per volere del Cielo. SALOMÈ Io farò ammutolire la tua bocca, Iokanaan. IOKANAAN Ora non mi rimane che l'assoluta umiltà. È l'ultima cosa che mi resta, e la migliore; per me è l’inizio di una vita nuova. Per prima cosa dovrò liberarmi di qualsiasi risentimento verso il mondo. Il mio futuro dovere – se mai avrò un futuro – sarà accettare tutto ciò che mi è stato fatto senza amarezza, senza sgomento, senza disgusto. SALOMÈ Smetti di parlare, Iokanaan. Il pensiero della tua bella voce dedicata al silenzio è in me un abisso, un abisso di terribili ebbrezze sonore. Se tacerai non sarai muto, Iokanaan, ma una nota indecifrabile nella musica dell’universo. IOKANAAN In seguito dovrò imparare ad essere felice. Un tempo conoscevo o credevo di conoscere la felicità. Custodivo la primavera nel mio cuore. Ora penso alla vita in modo diverso e mi è difficile persino immaginare la felicità. Il mio nuovo mondo è il dolore e ciò che il dolore mi insegna. SALOMÈ Io farò ammutolire la tua bocca, Iokanaan. IOKANAAN Ora i soli compagni di strada che vorrei sono gli artisti e i sofferenti: gli uni sanno cos'è la bellezza, gli altri cos'è il dolore; tranne costoro, nessun altro m'interessa. SALOMÈ Credimi, io farò tacere la tua bocca, Iokanaan. IOKANAAN Dietro il riso e la gioia ci può essere un’indole rude, dura e smaliziata. Ma dietro il dolore c'è solo il dolore. L'angoscia, al contrario del piacere, non si maschera mai. Per questo non c’è verità paragonabile al dolore. SALOMÈ Io libererò la tua voce, Iokanaan, la libererò dalle parole. STATUA Si è alzato il vento... e nell’aria c’è un battito d’ali, un battito d’ali smisurate. STATUA Io non lo sento. STATUA È proprio come un battito d’ali. STATUA Ti dico che non c’è niente. Tu deliri. STATUA Non sto delirando. Tu non vedi neppure che tua figlia è molto pallida. Pare malata. STATUA Io non guardo i dettagli della vita, semplicemente. STATUA Eppure il bello della vita sono gli interstizi, episodici accordi di fatti e pensieri. STATUA Tu guardi poco. E poco è male. STATUA Io guardo bene. E bene è giusto. STATUA Tu guardi soltanto mia figlia. STATUA Salomè, vieni a bere del vino con me. SALOMÈ Io non ho sete, tetrarca. STATUA Salomè, vieni a mangiare un po’ di frutta con me. SALOMÈ Io non ho fame, tetrarca. STATUA Salomè, vieni a sederti accanto a me. SALOMÈ Io non sono stanca, tetrarca. IOKANAAN Preti e dottori parlano senza misura, dicono della sofferenza che è un mistero. Sono sani di mente ma stupidi: essa, invece, è una sacra scrittura. STATUA Il profeta dovrebbe predirci il futuro. STATUA No. Conosci il volere del Cielo: solo lui può parlare - da solo - altrimenti accadrebbe qualcosa di male. STATUA Inutile è un profeta che agli umani non ha nulla da dire sul futuro. STATUA Miscredente blasfema! IOKANAAN A tratti il dolore pare la sola verità. Tutto il resto può essere abbaglio della brama o dell’occhio ma non la creazione: la nascita di un bambino o di una stella sono governate dal dolore. STATUA Questo profeta è uno stupido, un malato. MASCHERA Come tutti, come tutti noi. IOKANAAN Adesso so che l'amore e la sola spiegazione possibile di tutto il dolore del mondo. E se davvero il mondo è stato edificato col dolore, le mani che l’hanno formato sono quelle dell'amore, perché l'anima dell'uomo, per cui il mondo fu creato, non poteva cogliere altrimenti il vertice della sua bellezza. STATUA Ma di che parla? STATUA Nessuno lo capisce. STATUA Dovrebbe profetizzarci il futuro. STATUA Meglio non sapere. STATUA Sì, dovrebbe predire gli eventi. STATUA Tua figlia è molto pallida. STATUA Tu la guardi, porta male. STATUA Anche non guardarla porta sfortuna. IOKANAAN Da lontano, come perla perfetta, si scorge la città di Dio. Vederla è incantevole, pare che un bimbo possa raggiungerla in un giorno d'estate. Ma è diverso per me e per chi è come me. STATUA Non è solo pazzo: è anche ubriaco. STATUA Non parlare così, ci attirerai addosso qualche sventura. STATUA Un profeta dovrebbe parlarci del nostro futuro. STATUA E se non avessimo un futuro? STATUA Forse c’è, ma è soltanto banale. STATUA Salomè, danza per me. SALOMÈ Io non voglio danzare, tetrarca. STATUA Danza per me, Salomè. SALOMÈ Non ne ho voglia, tetrarca. IOKANAAN Tuttavia è qui che – se devo - prenderò lezioni d'umiltà e lo farò con gioia, se i miei piedi sono sulla retta via e i miei occhi guardano alla porta santa, e ciò nonostante io debba cadere ancora molte volte nel fango e spesso smarrirmi nella nebbia. MASCHERA Il tetrarca pare allegro. MASCHERA No, ha un aspetto accigliato. STATUA Salomè, danza per me. Questa sera sono triste. Ho sentito un battere d’ali nell’aria, un battere d’ali gigantesche e così sono triste stasera. Allora danza per me, Salomè. Se danzerai per me, potrai chiedermi tutto ciò che vorrai e io te lo concederò. SALOMÈ Davvero? Mi concederai tutto ciò che vorrò, tetrarca? STATUA Sì, danza per me, Salomè. Sono allegro stasera. Io so guardare nelle fessure della vita: per questo sono contento. Nelle sue fessure la vita è veramente bella. Dunque danza per me, Salomè. Se danzerai per me, potrai chiedermi tutto ciò che vorrai e io te lo concederò. SALOMÈ Tutto ciò che vorrò? STATUA Fosse anche metà del mio regno. SALOMÈ Giura! STATUA Lo giuro! SALOMÈ Allora io danzerò per te, tetrarca. IOKANAAN Se, quando sarò libero, un mio amico sofferente m'impedisse di partecipare al suo dolore, io ne sarei smisuratamente amareggiato. Se mi stimasse incapace e immeritevole di piangere con lui, mi infliggerebbe la mortificazione più cruenta; riterrei il suo rifiuto il modo più tremendo di avvilirmi. MASCHERA Sta per danzare. MASCHERA Sì, ecco: pochi istanti da attendere ancora... (SALOMÈ danza) STATUA Ah sì, è stato bello. Io ho eiaculato mentre danzavi, Salomè, solo per la tua danza, senza neppure toccarmi. Ora manterrò la mia promessa... SALOMÈ Io voglio che la voce bella... STATUA Sì, dunque, vuoi tu che la voce bella... SALOMÈ ...di Iokanaan... STATUA ...di Iokanaan... SALOMÈ ...vibri da oggi solo di silenzio. STATUA Ma ho già ordinato che parlasse. SALOMÈ Hai promesso, tetrarca. STATUA Non puoi chiedermi questo. SALOMÈ Tu hai giurato, tetrarca. STATUA Cambiare un ordine non è degno di un re, porta disgrazie. SALOMÈ Giurare il falso è molto peggio. STATUA Sii buona, Salomè... SALOMÈ Un ordine non vale un giuramento. STATUA Ti prego, Salomè... SALOMÈ Io ti chiedo che la dolce voce di Iokanaan frema da oggi soltanto di silenzio. (silenzio attonito, sguardi e vento) STATUA Brava figlia mia: la bocca di un profeta che non ci predice il futuro è solo un’inutile bocca da sfamare. STATUA Sia fatto come chiede... IOKANAAN La società così com’è non avrà più alcun posto da offrirmi; ma la natura, le cui piogge sottili scendono teneramente sui giusti e sugli ingiusti, avrà nei suoi monti spiragli che mi offriranno riparo e valli inviolate nel silenzio delle quali potrò piangere senza distrazioni! Le sue stelle appese alle pareti della notte guideranno senza inciampi il mio cammino nelle tenebre, e i suoi venti soffieranno sull’impronta dei miei passi, così che nessuno possa darmi una caccia mortale; la natura mi laverà nelle sue grandi acque e mi guarirà con le sue erbe amare. STATUA Sia fatto come chiede... Iokanaan, che fin qui è stato nudo, si veste coi panni di Salomè e indossa la sua maschera e i suoi orecchini davanti a uno specchio. SALOMÈ Non hai voluto tacere per me, Iokanaan. Ebbene, ora lo farai. Io farò tacere la tua bocca: essa cadrà nel grande silenzio dell’universo come un frutto maturo si stacca dall’albero e precipita in terra. Io farò tacere la tua bocca, Iokanaan, la bocca di un profeta dalla voce dolce come il miele che nessuna parola, umana o divina, comprensibile o misteriosa, deve sporcare coi suoi significati. Sono umani i discorsi, Iokanaan, e divine le profezie, ma soltanto una voce meravigliosa come la tua può dire in silenzio parole che non esistono. Che non esistono e quindi sono, Iokanaan, come mai nessun uomo, come mai nessun dio. Per questo, io farò tacere la tua bocca. Iokanaan fa cenno a se stesso di tacere, guardandosi riflesso nello specchio mentre indossa gli abiti di Salomè. STATUA Uccidete quella donna! (appaiono maschere e ombre) STATUA Uccidete quella donna! (appaiono maschere, ombre e rovine) STATUA Uccidete quella donna! (gocce di pianto cadono in un catino pieno d’acqua e in cielo vola l’ombra dell’angelo della morte) Iokanaan apre l’acqua del lavabo. All’improvviso nella sua mano brilla la lama di un pugnale e si vedono sangue e acqua scorrere nello scarico. FINE |
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